ALCUNE DIETE FAMOSE
|
Vedi anche: In forma con la dieta |
DIETA DI ATKINS
Proposta negli anni '70 dal dr. Robert C. Atkins nel suo centro di cardiologia di New York, prende di mira il ruolo "nefasto" dei glicidi di cui propone una drastica riduzione. Il suo libro "Dr Atkins' New Diet Revolution" suscitò interesse e nel contempo critiche da parte della scienza ufficiale.
Secondo il dr. Atkins è il meccanismo dell'insulina, scatenato dai glicidi, a innescare il processo di accumulo di grasso. Infatti l'assunzione degli zuccheri mette in circolo insulina che ne permette l'utilizzo energetico dopo averli trasformati in glucosio. Se questo meccanismo non funziona alla perfezione parte del glucosio viene convogliato a formare grasso sottocutaneo. Riducendo pertanto l'assunzione di glicidi viene anche ridotta la produzione di insulina.
Sempre secondo il dr. Atkins, per "bruciare" i grassi è necessario attivare il "Fat Mobilizing Hormone", ormone la cui produzione è inversamente proporzionale alla presenza dei glicidi.
La dieta si articola in quattro fasi:
- Una prima fase, della durata di due settimane, dove non vanno superati i 20 grammi giornalieri di glicidi (sono permesse solo verdure a basso contenuto glicidico come insalata, cetrioli, finocchi). Vietati i cereali e derivati, riso, legumi, patate e frutta. Consentite le proteine ma solo per cibi ad alto contenuto proteico come pesce, carne, formaggio, uova. Vietato, invece, latte e yogurt. Sono permessi i grassi, anche burro e panna. Proteine e grassi possono essere assunti in quantità illimitata. E' consentito il caffè non zuccherato e le bibite light.
- Una seconda fase con modello alimentare simile alla fase precedente ma con la possibilità di arrivare a 40 grammi di glicidi.
- Una terza fase dove è possibile assumere glicidi sotto forma di frutta, pane o yogurt.
- Una quarta e ultima fase, che è quella di mantenimento, che permette di arrivare a 60 grammi di carboidrati. In questa fase possono essere introdotti, gradualmente, pane, pasta, riso, legumi, patate, ecc.
Osservazioni: iperlipidica e iperproteica. L'eccesso di grassi innalza pericolosamente il colesterolo, mentre l'eccesso di proteine comporta un forte produzione di scorie azotate, acidosi del sangue, sovraccarico di lavoro per i reni ed il fegato e difficoltà digestive. Le scorie azotate ostacolano la ricostituzione di nuove strutture cellulari, pertanto l'anabolismo proteico muscolare in chi pratica attività sportiva. Va rilevato che la presenza ottimale di glicidi è necessaria in quanto contribuisce anche alla metabolizzazione delle proteine ed alla eliminazione delle scorie azotate derivanti dalla loro utilizzazione. Inoltre, nella demolizione dei grassi dovuta alla dieta dimagrante, contrasta l’acidità del sangue dovuta dalla formazione dei corpi chetonici. Specialmente nelle prime due fasi della dieta si può determinare una carenza di vitamine e minerali a causa della scarsa presenza di verdura e frutta.
DIETA DI BEVERLY HILLS
Ideata negli anni '80 da Judy Mazel (New Beverly Hills Diet) , dirigente di centro dietetico frequentato da famosi artisti del cinema americano, ipotizza che è necessario assumere gli alimenti in relazione alla compatibilità dovuta alla presenza degli enzimi deputati alla loro digestione ("combinazioni coscienti"). In questo modo le proprietà di ciascun alimento possono essere utilizzate in maniera ottimale, senza disturbi digestivi. Secondo la Mazel, l'incremento di peso è dovuta alle difficoltà digestive che derivano da abbinamenti di cibi non compatibili dal punto di vista enzimatico.
La frutta, soprattutto quella esotica, assume sempre un ruolo prioritario e va consumata da sola, inoltre non vanno mai assunti frutti di tipo diverso nello stesso pasto. Un frutto diverso dal precedente può essere assunto solo a distanza di un'ora. I glicidi vanno abbinati ad altri glicidi e ai grassi mentre le proteine vanno abbinate ad altre proteine. Proteine e glicidi non vanno assunti contemporaneamente.
I cibi da evitare sono il latte e derivati, zucchero semplice, sale, bibite dolcificate. Essendo una dieta nata per artisti famosi, o comunque persone facoltose, è ovviamente concesso lo champagne.
Durante la prima settimana di dieta (fase di "disintossicazione") è concessa solo la frutta e solo in seguito, con progressione, gli altri alimenti.
Esempio di dieta in uno dei giorni della prima settimana:
- Colazione: ananas;
- Pranzo: ananas;
- Cena: 2 banane.
Esempio di alcune combinazioni proposte dopo la prima settimana (la frutta rimane il "cardine" della dieta):
- verdura fritta e riso;
- insalata, pane, burro e torta al cioccolato;
- vongole, ostriche e aragoste;
- spiedini di agnello, vitello, manzo;
- insalata e bistecca;
- asparagi e filetti di sogliola.
Ciascuna combinazione non va assunta prima di due ore dall'aver mangiato la frutta e la stessa frutta potrà essere nuovamente mangiata solo il giorno dopo. I glicidi dopo la frutta possono invece essere mangiati a piacere. Mangiando anche poche proteine, almeno l'80% circa dell'alimentazione di quel giorno deve essere a base proteica.
Osservazioni: presenta carenze dal punto di vista proteico, vitaminico (PP, B2, B12) e salino (fosforo, calcio, magnesio, ferro, zinco). Oltre al grasso, la perdita di peso si evidenzia soprattutto per la perdita di sostanza proteica.
DIETA BIOGENIC
Messa a punto da Leslie Kenton, scrittrice e presentatrice televisiva californiana, che ha approfondito le conoscenze legate all'alimentazione con l'obiettivo di risolvere alcuni problemi di salute personali e familiari.
La Kenton asserisce che i cibi naturali non elaborati contengono una propria energia vitale che può essere utilizzata per migliorare la salute e nel contempo raggiungere il peso ideale.
Pertanto suddivide gli alimenti in quattro gruppi:
- Il gruppo "Biogenic" che si compone di germi e semi (semi di girasole, zucca, sesamo, ecc.), cereali integrali (grano, mais, riso, farro, segale, ecc.), frutta a guscio (noci, mandorle, nocciole, pinoli, ecc.) e legumi (fagioli, ceci, lenticchie, soia, ecc.). E' il gruppo che contiene la maggiore energia vitale, specialmente i germi e semi che contengono in embrione la futura pianta.
- Il gruppo "Bioactive" che raggruppa alimenti ad alto contenuto vitaminico e minerale come verdura e frutta fresca.
- Il gruppo "Biostatic" che comprende cibi proteici quali carni biologiche, uova, latticini magri e crostacei. Inoltre verdure cotte.
- Il gruppo "Bioacidic" di cui fanno parte tutti gli alimenti non biologici elaborati a livello industriale, causa di intossicazione organica e patologie.
Nella dieta la prevalenza va data ai primi due gruppi e limitatamente al terzo. Il quarto gruppo va completamente eliminato.
Assume importanza anche l'abbinamento dei cibi. Alimenti proteici e alimenti glicidici non devono coesistere in uno stesso pasto mentre questo è possibile per i cibi proteici e le verdure. A queste ultime, se crude, può essere abbinata solo la mela mentre tutta la rimanente qualità di frutta deve essere mangiata lontano dai pasti.
Dal punto di vista quantitativo, soprattutto per gli alimenti del primo gruppo, non ci sono limiti, lo stesso vale per l'acqua. Alla dieta vanno comunque abbinati non meno di 40 minuti di attività fisica di tipo aerobico per 4 volte a settimana.
Osservazioni: se non ben organizzata dal punto di vista qualitativo e quantitativo, specialmente per gli alimenti del terzo gruppo, può comportare la carenza di alcuni principi alimentari, in particolare del ferro (presente ma poco assorbibile dai vegetali in quanto ferro non-eme), calcio, zinco, vitamina B12 (assente nei vegetali salvo nel germe di grano, soia e crauti), vitamina D (scarsamente presente nei vegetali) e proteine nobili di origine animale. La ricchezza dei vegetali in fibra e dei fitati riduce l'assorbimento di ferro, calcio e zinco.
BODYSENSE DIET
Elaborata dall'inglese Judit Wills (The Bodysense Diet), scrittrice e annunciatrice radiofonica, si focalizza soprattutto sugli aspetti psichici e fisici legati al ciclo mestruale e agli sbalzi di umore che l'accompagnano.
Pertanto è necessario annotare su un diario tutte le sensazioni psichiche e fisiche della giornata, in sostanza ascoltare e conoscere il proprio corpo. Pertanto va annotata e ogni attività svolta, il cibo che si mangia e quanto se ne mangia, in particolare, tutti gli aspetti del ciclo femminile dall'inizio alla fine.
Il tutto va poi collegato alle abitudini alimentari in modo da mettere in evidenza i motivi per cui si mangia di più o si commettono errori dietetici.
Uno dei cardini della dieta è il mantenimento del tasso glicemico ottimale nel sangue. Questo è possibile grazie ad una dieta dove sono presenti i glicidi. Questi vengono suddivisi in 3 gruppi:
- glicidi complessi che vengono assorbiti con una certa lentezza come i vari legumi, riso integrale, verdure come zucchine, broccoli, cipolle e spinaci, frutta come mele e albicocche, derivati del latte acidi come lo yogurt. Questo gruppo è fondamentale per mantenere stabile il tasso di glicemia, situazione che permette di fornire energia in maniera costante e di allontanare la sensazione di fame;
- glicidi che vengono assorbiti meno lentamente dei precedenti, sono le patate, pane e pasta integrali, mais e la maggior parte della frutta;
- glicidi a rapido assorbimento come il miele, zucchero, pane, riso e alcune specie di frutta come la banana e la frutta secca. Specialmente questo gruppo innesca un meccanismo di rapido innalzamento del tasso glicemico.
Per un corretto apporto di nutrienti vengono anche presi in considerazione i cibi proteici (carne, pesce e latticini magri, crostacei) e lipidici (olio di oliva e di girasole) che oltretutto non influiscono sull'equilibrio glicemico. Le proteine e i grassi hanno anche la peculiarità di rendere facilmente sazi.
La dieta si articola in 3 fasi, tutte legate al ciclo femminile:
- prima fase, della durata di circa 2 settimane, parte dal secondo o terzo giorno dall'inizio delle mestruazioni. E' il periodo di benessere e massima energia grazie all'aumento della produzione di estrogeni. La dieta è composta essenzialmente di verdura e frutta fresca per un totale di circa 1250 calorie giornaliere da ripartire in tre pasti principali e due spuntini;
- seconda fase, inizia dopo l'ovulazione dove la produzione di estrogeni si abbassa mentre si alza quella del progesterone. E' una fase "neutra" dove sono presenti sbalzi di umore e aumento dell'appetito. Il numero di calorie giornaliere sale a circa 1400 e gli alimenti da preferire sono quelli del primo e del secondo gruppo;
- terza fase, della durata di una settimana e che termina con l'arrivo delle mestruazioni. Il flusso ormonale si abbassa e le sensazioni negative della seconda fase si accentuano. Si innalza ulteriormente il numero di calorie giornaliere che raggiunge 1600. Vanno evitati i glicidi del terzo gruppo.
Osservazioni: non presenta particolari aspetti negativi purché venga inserita nella dieta giornaliera la giusta quota di proteine e di grassi.
DIETA DI CHENOT
Affascinato dal taoismo, Henry Chenot sintetizza nel suo metodo alcuni aspetti della psicologia, biologia, medicina orientale e medicina occidentale.
Secondo Chenot, come le malattie, anche l'eccesso ponderale è dovuto ad uno squilibrio energetico. Quindi non solo dieta ma anche un modo nuovo di impostare la propria qualità di vita, dove il sonno regolare e il movimento fisico assumono non meno importanza.
Più che una dieta è una cura vera e propria che viene attuata sotto stretto controllo in una apposita clinica specializzata. La proposta prende in considerazione la tipologia individuale, pertanto è una cura personalizzata. Dal punto di vista alimentare viene dato ampio spazio ai cereali integrali, frutta e verdura biologiche, condimenti macrobiologici. Nel progetto si inseriscono anche l'agopuntura, idroterapia, fitoterapia, ecc.
Alcune regole fondamentali:
- mangiare la frutta sempre prima dei pasti;
- non bere durante i pasti;
- bere acqua, dopo averla bollita, con aggiunta di succo di limone;
- non bere bevande troppo gelate o troppo calde;
- consumare un piatto unico, dividendo i glicidi dalle proteine;
- bere prima dei pasti centrifugati di verdura e frutta fresca;
- non consumare carne di maiale, brodi e sughi di carne, lesso, zucchero raffinato;
- non consumare grassi animali e, comunque, grassi saturi;
- non sono consigliati il caffè, tè, caffelatte, superalcolici, acque e bibite gassate, selvaggina e formaggi fermentati;
- la colazione, abbondante, deve essere a base di frutta, yogurt e muesli;
- non mangiare fuori dei pasti principali;
- masticare bene il cibo;
- consumare un pasto serale leggero;
- Per 4 giorni l'anno attuare il digiuno e bere solo acqua.
Osservazioni: è una dieta che viene fatta seguire per poco tempo, altrimenti comporta le carenze nutrizionali tipiche della alimentazione con soli cibi vegetali, in particolare del ferro (presente ma poco assorbibile dai vegetali in quanto ferro non-eme), calcio, zinco, vitamina B12 (assente nei vegetali salvo nel germe di grano, soia e crauti), vitamina D (scarsamente presente nei vegetali) e proteine nobili di origine animale. La ricchezza dei vegetali in fibra e dei fitati riduce notevolmente l'assorbimento di ferro, calcio e zinco.
CRONODIETA
Nata negli anni '90 da osservazioni di due medici italiani, non prende in esame la quantità di calorie ingerite quanto invece la capacità di assorbimento dell'organismo in relazione ai ritmi biologici e ai diversi flussi ormonali nell'ambito delle 24 ore (cicli circadiani).
Al mattino si innalza progressivamente il metabolismo come anche la produzione di ormoni che regolano in particolare quello glicidico. Il cibo introdotto viene metabolizzato meglio e aumenta la velocità con la quale viene utilizzato ai fini energetici.
I glicidi (pane, pasta, biscotti, legumi, frutta zuccherina, ecc.) vanno assunti nelle ore che intercorrono tra il risveglio mattutino e le prime ore pomeridiane (entro le ore 15.00 circa). In questo modo, oltre a fornire energia muscolare subiscono una minore possibilità di essere immagazzinati a grasso di riserva. Va anche presa in esame la loro facilità di assimilazione. Pertanto pane, pasta e patate vanno assunti nelle prime ore della giornata mentre nella seconda parte sono da preferire riso e mais. Gli stessi glicidi non vanno associati ad alimenti proteici come carne, pesce, uova, latticini, inoltre vanno preferiti i cibi integrali.
Il pranzo deve essere il pasto più abbondante della giornata.
La cena assume la caratteristica di un prevalente contenuto di cibi proteici.
Le verdure e la frutta devono essere fresche e di stagione. Tutte le verdure devono essere presenti nei due pasti principali con la differenza che quelle a più elevato contenuto glicidico non vanno consumate a cena (barbabietole, carote, carciofi, broccoli, cavoli di Bruxelles, rape, verze, pomodori, peperoni, melanzane, spinaci, cipolle, ecc.).
La frutta può essere mangiata anche a metà pomeriggio, ma evitata a cena.
Nei condimenti va data la preferenza all'olio extravergine di oliva e agli oli di semi pressati a freddo. Vanno evitati i grassi di origine animale in genere (burro, lardo, pancetta, ecc) e cibi contenenti una elevata percentuale di grassi animali (latte e yogurt interi, formaggi grassi, insaccati).
Non vanno assunti vino, birra e caffè insieme ai pasti a prevalenza di glicidi.
Sono consigliati 5 pasti giornalieri, due dei quali sono spuntini di metà mattinata e metà pomeriggio.
Osservazioni: presenta parzialmente i limiti di una dieta dissociata. Tiene parzialmente conto dell'interazione tra i vari principi alimentari, ovvero del fatto che alcuni nutrienti, per essere digeriti e assorbiti in maniera ottimale, richiedono necessariamente la presenza di altri. Ad esempio il ferro "eme", contenuto essenzialmente nei cibi proteici di origine animale, viene assorbito in maniera ottimale solo se in presenza di cibi ricchi di vitamina C, ovvero alimenti di origine vegetale, specialmente la frutta.
DIETA DEI GRUPPI SANGUIGNI
Peter D'Adamo, naturopata americano, studiando la presenza dei gruppi sanguigni nelle varie popolazioni, giunse a conclusione che esisteva una correlazione tra gruppo sanguigno e modalità di assunzione di alcuni alimenti. Secondo D'Adamo i vari gruppi sanguigni si sono adattati nei millenni alle modificazioni dei rapporti tra popolazioni e territorio (popolazioni dedite alla caccia oppure stazionare e dedite allo sfruttamento del suolo). Lo stesso è avvenuto col cibo e con la capacità di digestione e assorbimento ottimale. Pertanto, a seconda del gruppo sanguigno, esistono dei cibi tollerati e altri che possono creare problemi fino alle intolleranze vere e proprie. Alcune particolari proteine, le "lectine", hanno la proprietà di agglutinazione in relazione ai vari gruppi sanguigni e ai cibi introdotti, procurando intolleranze alimentari e rigetto. Le lectine sono delle "supercolle" naturali usate dagli antigeni dell'organismo, ma anche da batteri, virus e parassiti per legarsi ai tessuti e organismi. Questo comporta una incompleta assimilazione dei cibi e di conseguenza la facilità a formare depositi di grasso, inoltre edemi, infiammazione delle muscose intestinali, epatiti, debolezza nervosa. La verifica di una eventuale alterazione dovuta all'incompleta metabolizzazione delle proteine si può fare dalle analisi delle urine dove si verifica il tasso di presenza di "indoli" che sono sostanze tossiche.
I gruppi sanguigni e le loro caratteristiche sono essenzialmente:
- GRUPPO 0: tipico dell'essere umano dedito alla caccia (prevalente alimentazione a base di carne), comprende circa il 40% della popolazione europea e il 47% di quella italiana. Presenta un apparato digerente robusto ma non altrettanto si può dire del sistema immunitario, in particolare se riferito ai cambiamenti delle abitudini alimentari (allergie, coliche intestinali, malattie autoimmuni come l'artrite). Inoltre necessità di una attività fisica intensa e regolare, praticamente l'attività agonistica vera e propria specialmente se richiede forza e abilità.
Dal punto di vista alimentare sono problematici i cereali e i legumi in genere, la carne di oca e di maiale, i pesci quali il caviale, salmone affumicato, aringa salata, il latte e derivati e alcune verdure come le melanzane e le patate.
Sono invece importanti la carne e il pesce in genere, il kefir e lo yogurt, la frutta e la verdura.
- GRUPPO A: rappresenta la civiltà contadina (prevalente alimentazione vegetariana) diffuso in Europa nel 43% delle persone e nel 38% in Italia. L'apparato digestivo è particolarmente delicato mentre quello immunitario è abbastanza efficiente salvo verso le cellule mutanti come i tumori. I disturbi più frequenti sono le malattie cardiache, tumori, anemie, disturbi del fegato e cistifellea. Necessita di una attività fisica e sportiva di resistenza ad intensità media.
L'alimentazione problematica è costituita dalla carne rossa, pesce come anguilla, crostacei, pesce affumicato e salato. Inoltre i latticini in genere, cereali e derivati, leguminose come ceci e fagioli dell'occhio. Le verdure tra cui melanzane, cavolo cappuccio, patate, pomodoro e la frutta come le arance, banane, melone, noce di cocco, mango, papaia.
I cibi indicati sono i volatili e il pesce in genere, cereali, soia e derivati, verdure, frutta, tè, vino rosso.
- GRUPPO B: tipico dei nomadi con cultura ascetica, ne fanno parte il 12% della popolazione europea e l'11% di quella italiana. Presenta una particolare efficienza del sistema immunitario. I disturbi tipici sono il diabete, sindrome da fatica cronica, malattie autoimmuni e sindrome premestruale. Dovrebbe effettuare una attività fisica di resistenza prettamente aerobica.
Dal punto di vista alimentare può avere una dieta abbastanza varia con alcune limitazioni come animali da cortile, carne di maiale, interiora, pesce come anguilla, crostacei, seppie, cereali in genere, formaggio fuso, alcune verdure come carciofi, pomodoro, rapanelli e frutta a guscio.
Sono ottimali le carni magre compresa la selvaggina e il pesce, i cereali come il riso e pane di miglio. Inoltre, il latte e derivati, verdura e frutta. Possono assumere in quantità superiore ai due gruppi precedenti i cereali, semi oleosi e frutta secca, tè verde e vino.
- GRUPPO AB: Comprende solo il 5% della popolazione europea e il 3,8 di quella italiana, è anche il gruppo comparso più recentemente (circa 1000 anni fa) e presenta tutte le caratteristiche della moderna civilizzazione. E' particolarmente resistente alle allergie ma non ai tumori (malattie cardiocircolatorie, tumore, anemia). L'apparato digerente è particolarmente debole. Non necessita di particolare attività fisica.
I cibi da evitare sono il manzo, selvaggina, maiale, anatra, oca e pollo, il pesce come anguilla, crostacei, salmone affumicato. Inoltre, i cereali come il grano saraceno e il mais, il latte e derivati, in particolare i formaggi fermentati. Anche alcune verdure come carciofi, rapanelli, ramolaccio e frutta come l'avocado, banana, noce di cocco, mango, arance.
Sono indicati la carne di fagiano, tacchino, animali erbivori, il pesce. Tra i cereali il riso e il pane alla soia, miglio e germe di grano. Inoltre, alcuni derivati del latte come lo yogurt, kefir, mozzarella, formaggio di pecora e capra, formaggi rustici. Frutta e verdura, tè verde e caffè.
Osservazioni: non presenta particolari squilibri purché tutti gli alimenti previsti per i vari gruppi facciano parte della dieta. Ad esempio dove è prevista l'assenza di latticini e derivati può determinarsi una carenza di calcio vitamina A.
DIETA MACROBIOTICA
All'inizio del '900 il giapponese George Oshawa elaboro una filosofia dietetica ispirandosi allo stile di vita dei monaci zen. Il termine "macrobiotica" definisce anche una "tecnica di lunga vita" (dal greco makros = lungo e bios = vita) che tende a mantenere i giusti equilibri e l'armonia tra le opposte e nel contempo complementari energie Yin e Yang che governano il cosmo e la salute degli esseri viventi. Yin e Yang definiscono anche due categorie di cibi, acidi e alcalini.
Gli alimenti Yin si caratterizzano per il grado di acidità, sapore acido, amaro, molto dolci o aromatici, maggiore presenza di potassio. Gli alimenti Yang, invece, hanno un prevalente grado di alcalinità, sapore salato, poco dolci o piccanti, maggiore presenza di sodio.
La cottura, soprattutto se effettuata a pressione, aumenta l'energia Yang e va aumentata o diminuita in base ai cicli stagionali, maggiore in inverno, media in primavera e autunno, minore in estate.
La dieta esclude diversi alimenti tra i quali tutti quelli che hanno subito processi di trasformazione da parte dell'industria (zucchero raffinato, carni in genere, uova, latte e derivati, margarine, miele, bevande alcoliche compreso l'aceto, frutta esotica, bibite zuccherate, caffè. I processi di lavorazione industriale alterano gli equilibri energetici degli alimenti.
Si basa soprattutto su cereali integrali cotti come frumento, grano saraceno, mais, riso, miglio, avena, segale, legumi, semi oleosi come sesamo, girasole e zucca, frutta e verdure di stagione, zuppe di verdure, frutta a guscio, ecc.
I condimenti consigliati sono il sale marino integrale, olio di oliva e di semi spremuti a freddo, salsa di soia, ecc.
Gli stessi alimenti vanno abbinati o consumati in prevalenza in funzione dei cicli stagionali. Nel periodo invernale, essendo il freddo energeticamente Yin, vanno privilegiati i cibi Yang, l'opposto nel periodo estivo.
Osservazioni: presenta le carenze nutrizionali tipiche della alimentazione con soli cibi vegetali, in particolare del ferro (presente ma poco assorbibile dai vegetali in quanto ferro non-eme), calcio, zinco, vitamina B12 (assente nei vegetali salvo nel germe di grano, soia e crauti), vitamina D (scarsamente presente nei vegetali) e proteine nobili di origine animale. La ricchezza dei vegetali in fibra e dei fitati riduce l'assorbimento di ferro, calcio e zinco.
DIETA PRITIKIN
Affetto da disturbi cardiovascolari, Nathan Pritikin elaborò una dieta che aveva l'obiettivo di risolvere le patologie legate all'apparato cardiocircolatorio (aterosclerosi, ipertensione, trigliceridi alti, ecc.). Anche se non dotato di laurea specialistica, Pritikin continuò nella sua ricerca fino ad arrivare alla apertura negli anni '70 di centri denominati "Pritikin Longevity Center", affiancando ad essi anche una linea di prodotti alimentari.
La dieta si caratterizza per una forte presenza di glicidi (76%) e un ridottissimo apporto di grassi (4%). Le proteine (il 20%) sono essenzialmente di origine vegetale.
Gli alimenti consigliati sono il pane, pasta e riso integrali, frutta e verdura. Sono proibiti la carne, pesce, uova formaggi grassi, sale e condimenti.
Oltre alla dieta viene consigliata una attività fisica moderata e regolare come il camminare per almeno 45 minuti al giorno.
Osservazioni: all'eccesso di glicidi si somma la modesta presenza di proteine di origine animale e la quasi assenza di grassi. Le proteine sono indispensabili per la loro azione rigeneratrice dei tessuti e nello sportivo la ripercussione negativa si ha soprattutto nella sintesi proteica muscolare. Inoltre le proteine, in particolare quelle di origine animale, sono indispensabili per l'apporto di ferro e vitamine del gruppo B. I grassi, la cui presenza è estremamente modesta, non hanno solo funzione energetica, ma sono indispensabili per alcune funzioni complesse e specializzate a vari livelli cellulari. Infatti, oltre ad essere i veicoli delle vitamine liposolubili A, D, E, K, ed F, sono parte integrante dei fosfolipidi, dei cerebrosidi, del colesterolo e di alcuni ormoni. Inoltre hanno una funzione plastica nelle membrane cellulari. Alcuni acidi grassi insaturi non sono sintetizzabili dall’organismo che deve necessariamente assumerli con l’alimentazione.
L'assenza di pesce dalla dieta influisce sull'apporto degli acidi grassi omega-3, proprio quelli ritenuti di primaria importanza per la prevenzione delle malattie cardiovascolari.
DIETA A PUNTI
Ideata negli anni '70 dal dr. Guido Razzoli, non tiene conto delle calorie ma dei punti che vengono assegnati ad ogni alimento. Non si deve scendere sotto i 40 punti giornalieri e non vanno superati i 60.
Il punteggio più basso viene dato viene dato ai grassi e ai cibi proteici (carne, pesce, formaggi e grassi), mentre i glicidi presentano il punteggio più elevato (pasta, pane, riso, legumi, verdura e frutta).
Grazie alla riduzione dei glicidi si innesca, secondo il dr. Razzoli, un meccanismo di riduzione dell'insulina e, di conseguenza, la facile mobilizzazione del grasso corporeo.
La tabella del punteggio è molto ampia. Ad esempio vengono assegnati 0 punti a 100 grammi di cibi come il salmone e il tonno conservati sott'olio, arrosto di agnello e di carne, capitone, olio di oliva e di semi, strutto. Intorno ai 40 punti troviamo la minestra di ceci, farina in genere, fecola di patate, pane casareccio.
Osservazioni: iperlipidica e iperproteica. L'eccesso di grassi innalza pericolosamente il colesterolo, mentre l'eccesso di proteine comporta un forte produzione di scorie azotate, acidosi del sangue, sovraccarico di lavoro per i reni ed il fegato e difficoltà digestive. Le scorie azotate ostacolano la ricostituzione di nuove strutture cellulari, pertanto l'anabolismo proteico muscolare in chi pratica attività sportiva. Va rilevato che la presenza ottimale di glicidi è necessaria in quanto contribuisce anche alla metabolizzazione delle proteine ed alla eliminazione delle scorie azotate derivanti dalla loro utilizzazione. Inoltre, nella demolizione dei grassi dovuta alla dieta dimagrante, contrasta l’acidità del sangue dovuta dalla formazione dei corpi chetonici.
La scarsa presenza di verdura e frutta può determinare una carenza di minerali e vitamine.
DIETA SCARSDALE
Alla fine degli anni '70, il dr. Herman Tarnower, cardiologo, prometteva con la sua dieta "Scarsdale Medical Diet" una perdita di ben 10 kg in 14 giorni e il mantenimento del peso forma per tutta la vita.
Il dr. Tarnower osservò come i militari americani rientrati dalla prigionia in Vietnam presentavano meno problemi coronarici dei commilitoni in patria, questo grazie all'alimentazione restrittiva e povera di grassi a cui erano stati sottoposti.
Pertanto elaborò una dieta particolare indirizzata ai sui pazienti cardiopatici, articolandola su uno schema ipocalorico rigido (circa 1000 calorie giornaliere) vincolato a ciascun giorno della settimana, il tutto per 2 cicli di 14 giorni ciascuno, il primo dedicato alla perdita di peso e il secondo al mantenimento.
La quota proteica giornaliera è del 43%, quella glicidica del 34,5% e quella lipidica del 22,5%.
Gli alimenti permessi sono la carne e pesce magri, crostacei, formaggi magri, uova, pane integrale o pane alla soia, aceto e limone come condimenti, verdura e frutta fresche di stagione, thé o caffè non zuccherati;
Gli alimenti vietati sono invece tutti gli insaccati, latticini, pane non integrale, pasta, riso, condimenti grassi come olio e burro, zucchero e dolci in generale, bevande contenenti zuccheri o alcool.
Vengono anche proposte delle varianti (Money Saver Diet per che preferisce ricette semplici e di basso costo, Vegetarian Diet per i pazienti vegetariani, Gourmet Diet per chi preferisce ricette particolarmente gustose, International Diet per chi desidera ricette dei vari paesi), in relazione a particolari esigenze personali.
La colazione, fatta con caffè o tè, una fetta di pan carrè tostato, mezzo pompelmo o mezza mela o mezza arancia, è uguale per tutti i giorni.
Il pranzo e la cena seguono un menu prefissato che va seguito rigidamente in tutti i giorni della settimana in cui è proposto.
Osservazioni: iperlipidica e iperproteica. L'eccesso di grassi innalza pericolosamente il colesterolo, mentre l'eccesso di proteine comporta un forte produzione di scorie azotate, acidosi del sangue, sovraccarico di lavoro per i reni ed il fegato e difficoltà digestive. Le scorie azotate ostacolano la ricostituzione di nuove strutture cellulari, pertanto l'anabolismo proteico muscolare in chi pratica attività sportiva. Va rilevato che la presenza ottimale di glicidi è necessaria in quanto contribuisce anche alla metabolizzazione delle proteine ed alla eliminazione delle scorie azotate derivanti dalla loro utilizzazione. Inoltre, nella demolizione dei grassi dovuta alla dieta dimagrante, contrasta l’acidità del sangue dovuta dalla formazione dei corpi chetonici.
Il basso introito di calorie, quindi di quantità e qualità, può determinare un apporto carente di vitamine del gruppo B (B1, B6, B12), calcio, ferro e magnesio.
DIETA DISSOCIATA DI SHELTON
Viene proposta negli anni '50 dal medico Herbert Shelton che enuncia la legge delle "combinazioni alimentari". Insieme al dr. Howard Hay possono definirsi i capostipiti delle diete dissociate.
Propone di evitare, nello stesso pasto, alcune associazioni come tra amidi con proteine di origine animale, grassi animali con proteine, alcune proteine tra loro, alimenti altamente zuccherini con alimenti proteici ed amidi, cibi e bevande acide con proteine ed amidi. Questo in considerazione delle diverse richieste digestive (enzimi) di ciascun alimento e, quindi, interferenza sulla digeribilità ed assimilazione ottimale delluno o dellaltro principio alimentare. Shelton mette in evidenza che la digestione ottimale delle proteine richiede un ambiente acido mentre per i glicidi un ambiente basico.
Alcuni esempi di associazioni:
- carne, pesce, uova, latte e derivati, frutta in genere;
- pane, pasta, riso, patate, dolci, banane.
Sono considerati cibi "neutri", quindi abbinabili con tutti verdura, frutta secca, olio e burro.
Osservazioni: tiene parzialmente conto dell'interazione tra i vari principi alimentari, ovvero del fatto che alcuni nutrienti, per essere digeriti e assorbiti in maniera ottimale, richiedono necessariamente la presenza di altri. Ad esempio il ferro "eme", contenuto essenzialmente nei cibi proteici di origine animale, viene assorbito in maniera ottimale solo se in presenza di cibi ricchi di vitamina C, ovvero alimenti di origine vegetale, specialmente la frutta.
E' una dieta molto monotona e poco appetibile.
DIETA A ZONA
Messa a punto nel 1995 dal biochimico americano Barry Sears, tende a tenere bassa la produzione di insulina, in quanto se elevata, a causa dell'ingestione di alimenti ad alto indice glicemico, trasforma l'eccesso di glicidi in grasso corporeo. Inoltre l'insulina attiva la produzione di eicosanoidi definiti "cattivi" in quanto favoriscono l'aggregazione delle piastrine nel sangue e relativo rischio di trombi. Inoltre provocano vasocostrizione, quindi innalzamento della pressione sanguigna, infiammazioni, allergie, abbassamento della risposta immunitaria. Gli eicosanoidi sono dei "superormoni" che derivano dalla sintesi degli acidi grassi essenziali come gli omega-3 e gli omega-6. Sono dei messaggeri biochimici prodotti dalle cellule del corpo e controllano diverse funzioni cellulari e ormonali. Tra queste ultime, oltre alla produzione di insulina, anche quella del testosterone e dell'ormone della crescita.
La dieta a zona, grazie alla elevata presenza di proteine nella dieta, attiva il glucagone, ormone antagonista dell'insulina che ne mantiene basso il livello e che mobilizza i grassi. L'obiettivo è quello di mantenere costante il livello di eicosanoidi "buoni" per tutto l'arco delle 24 ore.
Anche se la dieta è strutturata con il 40% di carboidrati, il 30% di proteine e il 30% di grassi, più che alle calorie fa riferimento alla risposta ormonale che deriva dall'ingestione degli alimenti.
I cibi proteici più favorevoli sono quelli che contengono meno grassi saturi come il pesce, pollo, tacchino, coniglio, bovino magro, bianco dell'uovo, formaggi magri, tofu e proteine in polvere. Quelli meno favorevoli hanno un elevato tenore di grassi saturi, specialmente se contengono acido arachidonico (da questo derivano tutti gli eicosanoidi "cattivi") come la carne rossa grassa, tuorlo d'uovo, frattaglie, formaggi grassi, carne di maiale e insaccati.
Anche gli alimenti contenenti grassi determinano un rallentamento nel far entrare nel sangue gli zuccheri. Inoltre, dopo i pasti, procurano un senso di sazietà prolungato (stimolano l'ormone colecistochinina o CCK). Alcuni degli alimenti grassi consigliati sono le noci brasiliane, avocado, olio extravergine di oliva, olio di pesce, semi di girasole. I grassi sconsigliati sono il burro, margarina, strutto.
Tra i glicidi favorevoli sono presenti tutte la verdura e frutta eccetto carote, banane, papaya e uva passa. Quelli sfavorevoli sono il pane, pasta, cereali, granturco, patate, dolci in genere, zucchero e tutti i succhi di frutta confezionati.
Anziché dal numero di calorie, nella dieta a zona si parte dal fabbisogno proteico individuale, il tutto in base alla percentuale di grasso corporeo e all'attività fisica svolta.
Pertanto nell'arco della giornata:
- per ogni kg di massa magra è necessario mangiare 1-2 grammi di proteine;
- per ogni 7 grammi di proteine sono richiesti 9 grammi di glicidi (a basso indice glicemico) e 3 grammi di grassi (monoinsaturi).
Il sistema è reso più semplice utilizzando la suddivisione a "blocchi", ovvero:
- un blocco di proteine equivale a 7 grammi;
- un blocco di glicidi è di 9 grammi;
- un blocco di grassi corrisponde a 3 grammi.
Pertanto, stabiliti i grammi di proteine individuali occorrenti nelle 24 ore si calcola il numero di "blocchi" giornalieri (grammi di proteine individuali/7).
Dato che il numero di pasti giornalieri consigliato è di 5-6, basta dividere il numero di "blocchi" giornalieri per il numero di pasti.
A questo punto è necessario armonizzare i singoli blocchi che dovrebbero contenere ognuno un "blocco" di proteine, uno di glicidi e uno di grassi.
I pasti, nell'arco della giornata, dovrebbero seguire una cadenza di 2-4 ore in modo da attivare maggiormente il metabolismo energetico derivante dalla digestione e assorbimento degli alimenti (termogenesi) e mantenere costante l'azione degli eicosanoidi.
La prima colazione deve essere consumata entro un'ora dal momento in cui ci si è svegliati, mentre prima di coricarsi la sera si deve consumare uno spuntino. L'acqua va bevuta in abbondanza.
Osservazioni: iperlipidica e iperproteica. L'eccesso di grassi innalza pericolosamente il colesterolo, mentre l'eccesso di proteine comporta un forte produzione di scorie azotate, acidosi del sangue, sovraccarico di lavoro per i reni ed il fegato e difficoltà digestive. Le scorie azotate ostacolano la ricostituzione di nuove strutture cellulari, pertanto, in chi pratica attività sportiva l'anabolismo proteico muscolare (la presenza ottimale di glicidi è necessaria in quanto contribuisce anche alla metabolizzazione delle proteine ed alla eliminazione delle scorie azotate derivanti dalla loro utilizzazione. Inoltre, nella demolizione dei grassi dovuta alla dieta dimagrante, contrasta l’acidità del sangue dovuta dalla formazione dei corpi chetonici).
DIETA WEIGHT WATCHERS
Nasce negli anni '60 dalla intuizione di una signora americana, Jean Nidetch, che desiderava mettersi a dieta senza rinunciare ai piaceri del cibo. Prese anche l'abitudine di riunirsi periodicamente con un gruppo di amiche che avevano lo stesso problema. In seguito si appoggiò ad un gruppo di medici americani che elaborarono la dieta in maniera scientifica, tenendo in evidenza anche l'aspetto psicologico e sociologico. Infatti la leva che garantisce il successo della dieta è il senso di solidarietà ed emulazione del gruppo che vi partecipa. Vengono proposte delle riunioni settimanali dove ognuno espone le proprie difficoltà e successi. Il gruppo si appoggia costantemente a esperti di alimentazione. Altro punto di forza è che sono consentiti praticamente tutti gli alimenti.
E' una dieta ipocalorica di 1200-1300 calorie giornaliere che si segue per un minimo di 3 settimane e che richiede la massima precisione nel seguire sia la lista degli alimenti proposti, che il peso degli stessi in ogni pasto.
Alcune delle regole fondamentali sono:
- mangiare tutti i pasti previsti;
- salvo alcune eccezioni, pesare con precisione tutti gli alimenti;
- usare dolcificante al posto dello zucchero;
- non consumare pane fuori dai pasti;
- prima della cottura sgrassare bene la carne;
- non mangiare più di 4 uova alla settimana;
- non mangiare più di 120 grammi di formaggio alla settimana;
- come condimento utilizzare solo grassi di origine vegetale;
- per la cottura usare pentole a cottura dietetica;
- bere molta acqua.
Osservazioni: non presenta aspetti negativi. Risulta abbastanza costosa in quanto tende ad utilizzare cibi elaborati dalla stessa organizzazione (cibi light).
Per saperne di più
|
Dieta Italiana Clinica Mayo Il Contacalorie Istituto Nazionale della Nutrizione Margherita Migliaccio Nutrizione |
Ministero della Salute Peso & salute Prodotti biologici Sanihelp Sereno Editore |