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Sito Internet: www.carsulae.it

Le rovine di questa antica città Romana furono descritte e identificate fin dal XVII secolo; tuttavia, soltanto le campagne di scavo svoltesi tra il 1951 e il 1972 hanno permesso di riportare alla luce buona parte del foro, il teatro e l’anfiteatro,  un lungo tratto della Via Flaminia e alcune tombe monumentali.

Carsulae lega le sue sorti a quelle della Via Flaminia, asse portante dell’impianto urbanistico: nulla resta del nucleo insediativi originario, formatosi probabilmente già nel corso del III secolo a.C., poco dopo la costruzione della strada.  E’ comunque certo che già nel I secolo a.C. il centro fosse organizzato in forme monumentali, come attestano i resti di un portico colonnato rinvenuti al disotto della platea dei templi gemini.Certamente meglio apprezzabile è la fase di età  imperiale, avviata forse già sotto il principato di Augusto (27 a.C. – 14 d.C.) ma portata a termine soltanto nel corso degli ultimi decenni del I sec. d.C.: in quel periodo la forma urbana di Carsulae ricevette l’assetto definitivo,  con la costruzione della nuova piazza forense e la creazione di “settori specializzati” (terme, edifici per spettacolo ecc.), quasi nulla è possibile dire dei quartieri abitativi, ubicati nelle aree a ridosso del centro monumentale, ancora  non indagati.

Le testimonianze di vita, ininterrotte per tutto il II e III secolo, cessano bruscamente nel corso della prima metà del IV secolo, quando la città fu probabilmente distrutta a causa di un evento naturale (terremoto?),  ed in seguito Carsulae fu  abbandonata e non sembra mostrare se non sporadicamente tracce di occupazione successiva.

L’itinerario di visita  a Carsulae inizia da un monumento di età paleocristiana o altomedievale, la chiesa di San Damiano, sorta sui resti di un edificio romano di incerta funzione.Davanti alla chiesa è visibile il lastricato della Via Flaminia,  riportato alla luce per un tratto piuttosto lungo e corrispondente al percorso urbano della strada; al limite meridionale della città sono visibili i resti di alcuni ambienti delle terme. Nella parte nord si incontrano i resti del foro ed altri ambienti  utilizzati per attività commerciali.Lingresso dalla Via Flaminia avveniva tramite due Archi quadrifronti il primo era posto vicino ai cosiddetti templi gemini; il secondo ingresso immetteva invece nel porticato che bordava il lato settentrionale della  piazza e su cui si affacciavano alcuni edifici pubblici, si trattava di quattro aule rettangolari absidate.Tra le altre costruzioni rinvenute si possono anche notare una cisterna rettangolare forse collegata al centro termale, un teatro e l’anfiteatro.Il  teatro è ancora ben conservato e assegnabile all’età augustea ed è leggermente anteriore all’adiacente anfiteatro costruito con una tecnica differente, forse databile in età flavia.

Proseguendo ancora verso nord si giunge all’arco di San Damiano, porta monumentale di età augustea che delimitava la città, subito fuori la porta sono ben visibili alcune tombe monumentali di cui la più grande apparteneva ad una famiglia  aristocratica tra la fine dell’età repubblicana e quella augustea.Nel 2002 è stato inaugurato, il Centro Visite e Documentazione per l’accoglienza dei visitatori e comprende anche una parte espositiva in cui vengono presentati alcuni  materiali recuperati nel corso degli scavi.Si tratta di manufatti di particolare interesse, sia dal punto di vista cronologico, sia qualitativo e cioè ceramiche, vetri , frammenti di intonaci dipinti e di mosaici, tra questi spicca una statua di Dioniso,  la testa di una statua dell’imperatore Claudio e diversi frammenti di terrecotte architettoniche.
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